Azienda Agr.Russo Antonio Marino
Produzione e vendita diretta di vino Atina Cabernet rosso, olio extravergine di oliva e grappa della Terra di San Bendetto a pochi Km dall'Abbazia di Montecassino. In Ciociaria, terra di antichi sapori e tradizioni puoi gustare un Vino DOC di qualità e olio extra vergine di oliva dal colore verde smeraldo e dall'intenso profumo.
L'azienda con la sua gestione a carattere familiare unisce l'esperienza in campo agronomico con la passione per la terra.
Presso la nostra azienda è possibile acquistare direttamente i prodotti della terra. Il rapporto di fiducia e lealtà che ci lega ai nostri clienti ci impone un controllo accurato della qualità in tutte le fasi della produzione.
E' proprio la limitata produzione che consente al titolare di dedicare la massima cura a tale controllo.
Nel sito potrete conoscere i nostri prodotti genuini e i nostri metodi di lavorazione.
Con le prossime pagine vi condurremo alla scoperta dei nostri sapori, colori, atmosfere ed esperienze che, traendo origini da tempi antichi, hanno saputo ben legarsi alle nostre terre,
le TERRE DI SAN BENEDETTO.
Azienda agricola Antonio Marino Russo Via ai Patini 5 Cassino (FR)
Contatti telefono: 0776-366921- 335-7102415
Email: fabiodipalma@virgilio.it
P. I.V.A. 00238460604
LE PRINCIPALI AVVERSITA’
OCCHIO DI PAVONE

Sulle foglie: la pagina superiore delle foglie manifesta macchie circolari di colore bruno, giallastro o verdastro, di diametro che può andare da due millimetri ad un centimetro.
Poco a poco le macchie diventano nerastre a seguito della comparsa delle spore.
Dopo la dispersione delle spore le macchie diventano biancastre a seguito di una camera d'aria che si forma tra la cuticola della foglia ed i tessuti sottostanti.
Sulla pagina inferiore delle foglie si nota un annerimento della nervatura centrale. L'attacco sul picciolo si manifesta con un restringimento del diametro che determina l'ingiallimento delle foglia e la sua caduta.
Sui frutti, l'attacco sui frutti è raro e si manifesta principalmente alla maturazione.
Sul peduncolo, compaiono delle macchie scure, il blocco del passaggio di linfa causa la caduta dei frutti. L'attacco avviene all'inizio della formazione dei frutti o alle prime fasi della maturazione
Biologia
I conidi trasportati dal vento e dalla pioggia vanno a depositarsi sugli organi sani della pianta assicurando la propagazione della malattia.
In condizioni favorevoli di umidità e temperatura i conidi liberano le zoospore, queste germinano e sviluppano un micelio nello spessore della cuticola senza colpire i tessuti.

Biologia
Per lo sviluppo del fungo sono necessarie condizioni ambientali in grado di favorire la germinazione delle zoospore, in particolare sono necessari temperature medie superiori ai 3-5°C (l'optimum è compreso tra 12 e 15 °C), accompagnate da un'elevata umidità ambientale per alcuni giorni. Queste condizioni di solito si verificano in primavera ed in autunno.
Esistono differenze a livello varietale nelle risposte al patogeno. Le cultivar maggiormente suscettibili risultano: Pendolino, Moraiolo, Frantoio; tra le più resistenti si annovera solo la c.v. Leccino
La durata dell'incubazione della malattia , periodo compreso tra l'infezione determinata dal contatto delle zoospore con i tessuti vegetali e la comparsa delle macchie, può variare dai 3 ai 5 mesi. Per macchie che appaiono nel mese di luglio si può far risalire l'infezione al mese di aprile
soglia di intervento:
30-40% di foglie infette.

Danni
Il danno più grave è quello a carico delle foglie. La prematura filloptosi può verificarsi anche prima della completa manifestazione della sintomatologia tipica, le macchie fogliari ad “occhio di pavone” .
Fattori che influiscono sulla defogliazione sono: l'età della foglia (cadono prima le foglie più vecchie), l'intensità dell'infezione, la localizzazione delle lesioni, agenti meteorologici (vento, pioggia) e la stagione (filloptosi più intense si verificano in primavera).
La caduta delle foglie può compromettere non solo il raccolto dell'anno ma, in caso di gravi infestazioni, la vita stessa della pianta.




Strategia di protezione
Trattamenti preventivi con prodotti a base di rame da eseguire prima della germinazione delle zoospore in primavera e in autunno. I prodotti rameici sono impiegati da tempo con buon successo. La buona resistenza di questi prodotti è nota; tra i rameici, gli ossicloruri sono da preferirsi alla poltiglia bordolese per la possibilità di eseguire trattamenti in miscela con insetticidi.
Sono consigliabili due interventi, rispettivamente verso la fine dell'inverno - inizio primavera e dopo le prime piogge autunnali.
Nel caso che il decorso stagionale sia arido in uno dei due periodi può essere sufficiente un solo intervento anticrittogamico. E’ interessante ricordare che i prodotti rameici svolgano una duplice funzione di protezione delle foglie non ancora infette ed un'azione defogliante a carico della vegetazione infetta.
Quest'ultimo aspetto sembra legato a processi di fitotossicità del rame, che riuscirebbe a penetrare nel mesofillo delle foglie attaccate dal patogeno.
L'importanza di questa azione è legata al fatto che dalle foglie cadute a terra il fungo difficilmente riesce ad infettare di nuovo la pianta.
Il trattamento all'inizio della primavera, anche se non protegge le foglie che verranno formate nelle settimane seguenti, riduce notevolmente la possibilità che esse vengano infettate, in quanto elimina buona parte dell'inoculo presente.


MOSCA DELL’OLIVO

E’ l'insetto più dannoso degli oliveti. E’ un dittero presente soprattutto nelle regioni centromeridionali, ma può colpire in maniera grave anche le zone olivicole del settentrione.
Le olive colpite si riconoscono facilmente in quanto in prossimità del punto di ovideposizione la polpa presenta una depressione a contorno triangolare che successivamente assume una colorazione bruno scuro.
Sulle gallerie scavate dalle larve in seguito si sviluppano funghi e batteri che provocano marciumi e caduta delle drupe. Come conseguenza a ciò si avrà un aumento dell'acidità totale degli oli che risulteranno qualitativamente molto scadenti.
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PUNTURA


L'uovo è lungo circa 0,7 mm, con una leggera prominenza nella parte posteriore. Viene deposto singolarmente, sotto la pelle del frutto, ad una profondità di circa 2-3 mm. Il periodo di Incubazione delle uova è di 2 - 4 giorni in estate e 10 - 16 giorni in inverno.


Larva di prima età

Larva di seconda età

Larva di terza età

Il pupario è ellittico, lungo da 3,5 a 4,5 mm e largo da 1,5 a 2 mm. Lo stato di pupa dura da 10 a 14 giorni ad una temperatura di circa 25° e fino a 3 mesi quando la temperatura scende al di sotto della soglia di sviluppo (7°C).
MOSCA DELL’OLIVO




Danno
riduzione di produzione dovuta all’asportazione di polpa da parte delle larve
cascola precoce
sapore di verme
aumento dell’acidità
Trigliceride


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METODI DI LOTTA CHIMICA
La lotta chimica tradizionale prevede, al superamento di soglie stabilite all’1 % per le olive da mensa e al 10-15 % per quelle da olio, l’uso di insetticidi a base di Dimethoate Formotion, Fention, Fenitrotion, Triclorfon diretti contro le larve. In particolare il primo prodotto è caratterizzato da una forte citotropicità (per raggiungere le larve nella polpa) e da un'elevata solubilità in acqua per evitare rischi di contaminazione dell’olio con residui.
Lebbra dell'olivo
Agente patogeno: Colletotrichum gleosporioides
I sintomi di lebbra sono rappresentati da tacche depresse di tessuto marcescente a partire da inizio invaiatura .

Lebbra dell'olivo
Agente patogeno: Colletotrichum gleosporioides
Nei casi più gravi le drupe deperiscono e cadono a terra, altrimenti rimangono pendenti fino all' anno successivo assumendo nel tempo un aspetto rinsecchito da cui i nome di "mummie". In condizioni di elevata umidità sulle parti colpite si possono osservare le fruttificazioni del fungo di colore rosa
Sui frutti si manifestano con macchie brune più o meno chiare, spesso nel punto di inserzione del peduncolo.
Sulle foglie, invece, macchie dapprima verde chiaro poi bruno, prevalentemente lungo i margini e successivamente cadono.

Lebbra dell'olivo
Si conserva sotto forma di periteci, di micelio o di conidi nei frutti marciti, nei semi, nei residui vegetali.
Penetra attraverso aperture naturali (stomi, lenticelle) o ferite. germinazione dei conidi del fungo è possibile soltanto in presenza di acqua.
Esiste un’elevata correlazione con gli attacchi della mosca in quanto le ferite provocate dall’insetto ne favoriscono la penetrazione.
Le infezioni avvengono a temperature comprese tra 15ºC e 25ºC, 22ºC è la temperatura ideale.
Lebbra dell'olivo
I funghi si localizzano nelle zone concentriche intorno alle macchie e producono una sostanza gelatinosa, inizialmente di colore rosa che vira successivamente al marrone. A causa di questa caratteristica esteriore la malattia è chiamata "lebbra dell’olivo".
In seguito, le olive subiscono una disidratazione, raggrinziscono e per concludere mummificano e la parte interna dei frutti marcisce.
Le principali conseguenze della malattia sono una perdita di peso del 40% - 50%, la caduta anticipata dei frutti (a volte metà del raccolto) e un’elevata acidità dell’olio estratto con colore e gusto difettosi. L'acidità può raggiungere valori maggiori di 13% e quando gli attacchi sono intensi, gli oli sono chiamati "oli rossi" a causa del loro colore anormale.
In alcune annate colpisce rametti e foglie. Dalle olive attaccate si ottiene un olio di qualità molto scadente.
Piombatura dell’olivo

Cercospora cladosporioides

Il patogeno attacca soprattutto le foglie giovani sulla cui pagina inferiore si sviluppa una muffa di color grigio piombo. Sulla pagina superiore si sviluppano macchie giallastre o brune, mal definite. Le foglie colpite in autunno cadono nella primavera successiva.
% p.a.
40%
20% Cu 50% Cu 35% Cu
Principio attivo
Dodina
Poltiglia bordolese Ossicloruro di rame Idrossido di rame
Spettro d'azione
Occhio di pavone.
Occhio di pavone, cercosporiosi, Iebbra.
Occhio di pavone, cercosporiosi, lebbra.
Occhio di pavone, cercosporiosi, Iebbra.
TIGNOLA DELL’ULIVO
È un piccolo
lepidottero, diffuso in tutto l'areale olivicolo, che generalmente non crea danni gravi anche se talvolta può provocare cascole consistenti delle drupe.
UOVA

LARVA
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CRISALIDE


ADULTO
CICLO
Si evolve con 3 generazioni all'anno.
Gli adulti del primo volo sfarfallano in aprile, all'epoca della separazione dei bottoni fiorali. Essi hanno abitudini crepuscolari e sono attivi con temperature di almeno 12°C. Le femmine fecondate depongono complessivamente circa 200 uova, generalmente in modo isolato, sul calicetto dei bottoni fiorali.

Lo sviluppo embrionale dura circa 7 giorni, al termine del quale nascono le larve che si sviluppano a spese dei bottoni fiorali e dei fiori già aperti, distruggendoli.
CICLO
Raggiunta la maturità dopo 4 mute si incrisalidano fra i fiori rovinati e i nuovi adulti compaiono dopo 5-6 giorni di vita pupale. Il loro volo avviene alla fine di maggio o in giugno, con un massimo di presenze intorno alla metà di giugno.
Le uova vengono deposte sul calicetto delle olive da poco allegate. Le larve si sviluppano all'interno di altrettante olive, passando talora anche in una seconda drupa.


CICLO
Raggiunta la maturità fuoriescono dalle olive infestate per incrisalidarsi e dare gli adulti del terzo volo a partire dai primi di settembre.
Dalle uova deposte prende così avvio la generazione fillofaga, le cui larve mature si incrisalidano entro un leggero bozzetto tessuto tra le foglie o nelle anfrattuosità della corteccia



DANNI
Il danno maggiore è provocato dalla seconda generazione che causa una cascola precoce dei frutticini (giugno-luglio) al momento della penetrazione delle larve e una in settembre alla fuoriuscita dalle stesse delle larve mature.
Molto spesso il danno non è valutato in modo adeguato dagli olivicoltori che confondono la cascola suddetta con quella provocata da mancata allegagione, siccità, ecc.


LOTTA
Eventuali provvedimenti di lotta possono essere adottati nei confronti della generazione carpofaga. A tal fine occorre individuare il massimo volo degli adulti.
E opportuno controllare i picchi di sfarfallamento mediante l'uso delle trappole a feromoni per poi intervenire circa una decina di giorni più tardi con, metidation, fenitrotion microincapsulato, fosmet triclorfon .
Tale intervento viene a collocarsi di norma alla fine di giugno-primi di luglio, prima dell'indurimento del nocciolo, nella fase fenologica del "grano di pepe".
LOTTA
Campionamento:
esaminare 100 infiorescenze, su 5-10 piante a caso. La
percentuale di infestazione ottenuta, divisa per 3,
consente di ottenere la stima del danno che verrà poi
arrecato alle drupe dalla generazione carpofaga.
Chimico:
Soglia di intervento: oltre il 30-35% di fiori infestati. Tale soglia corrisponde approssimativamente al 10- 15% di frutti infestati dalla generazione carpofaga. Per le olive da tavola la soglia d’intervento va ridotta alla metà
Per le olive da tavola può essere giustificata la lotta contro la generazione antofaga quando la fioritura è scarsa e se l'infestazione interessa oltre il 10-15% delle mignole.
Oltre a ciò, sempre in seconda generazione e al picco massimo di sfarfallamento, si possono usare dei ceppi a base di Bacillus thuringiensis per l'impiego in olivicoltura biologica.
rogna dell’olivo
(pseudomonas savastanoi)
È una malattia molto comune, presente in tutte le regioni di coltivazione dell'olivo e segnalata già in epoche remote. Responsabile di questa alterazione è il batterio Pseudomonas savastanoi (Smith).
È un batterio mobile di forma bastoncellare in grado di penetrare nei tessuti della pianta solo se sono lesionati o feriti per cause dovute a vari agenti come grandine, gelo, insetti, potature e altro.
È però indispensabile la presenza dell'acqua (piogge o forti umidità) così da consentire al batterio lo spostamento nel mezzo liquido.
Una volta all'interno della pianta si può diffondere seguendo la via dei vasi linfatici potendo quindi originare nuovi tumori in punti lontani dal luogo di penetrazione.
Ha un periodo di incubazione variabile da uno a più mesi a seconda delle condizioni ambientali. Ottimali sono i periodi umidi con temperature attorno ai 25- 30°C.
Possono essere colpite tutte le parti della pianta (foglie, gemme, radici), sviluppandosi però più frequentemente sui rametti giovani.
Si manifesta sotto forma di tuberosità tu morale irregolare che inizialmente è piccola liscia e di colore verde, ma successivamente aumenta screpolandosi sempre più assumendo colore bruno.
I rami che vengono colpiti in modo massiccio si indeboliscono o disseccano, ma con forti infestazioni è la pianta intera a risentirne manifestando un deperimento generale con scarse fioriture e incomplete maturazioni delle olive.



Potatura
Durante la potatura è bene eliminare i rametti con i tubercoli della rogna. Ciò consentirà di ridurre l’inoculo presente sulla pianta. In casi particolari si potrebbe procedere all’eliminazione del singolo tubercolo (su grosse branche o sul tronco di piante giovani) se presenti in numero ridotto sulla pianta.
In tal caso è necessario procedere successivamente alla disinfezione della ferita e degli attrezzi utilizzati, con derivati rameici.
Negli oliveti infetti sarebbe preferibile non effettuare al potatura in giornate piovose o con elevata umidità; in tali condizioni climatiche le ferite di potatura rappresenterebbero ottime vie d’infezione.
Saissetia oleae

Per la sua forma emiglobosa caratterizzata da un rilievo dorsale ad H e per la colorazione scura, è detta "mezzo grano di pepe".
È la cocciniglia più diffusa e dannosa degli oliveti, ma essendo polifaga può svilupparsi a spese di molte piante di interesse agrario e ornamentale.
DANNI










Provoca un danno diretto con la sottrazione della linfa e uno indiretto provocato dal rilascio della melata. Quest'ultima si deposita sulla vegetazione sottostante e favorisce lo sviluppo di funghi saprofiti che, incrostando rami e foglie, riducono la fotosintesi e gli scambi gassosi:la fumaggine.
Un solo individuo è in grado di produrre una quantità di melata tale da coprire oltre 30 foglie.
Tutto ciò causa un deperimento progressivo degli olivi che si manifesta con una generale diminuzione dell'attività vegetativa, con scarse fioriture e fruttificazioni.

CICLO
Può compiere 1 o 2 generazioni annuali, a seconda delle condizioni climatiche. Sverna in prevalenza come neanide di 2a/3a età. Quest'ultime, tra aprile e maggio raggiungono l'età adulta. Spesso l'ultima muta è preceduta da una migrazione delle neanidi dalle foglie ai rametti di olivo.
A partire dal mese di maggio inizia l'ovideposizione che si prolunga fino a luglio. Ogni femmina può deporre da 200 ad oltre 1000 uova. Durante l'estate (luglio-agosto) schiudono le neanidi che si fissano sulla pagina inferiore delle foglie. La prima e la seconda muta avvengono in settembre-ottobre.
Alcuni individui possono anche raggiungere lo stadio adulto ed avviare una seconda generazione.
LOTTA
La cocciniglia è favorita dall'ombreggiamento della chioma e dalle eccessive concimazioni. Si consiglia perciò di non eccedere con i concimi azotati e di procedere a potature di sfoltimento.
In natura una numerosa corte di predatori e parassiti provvede al controllo biologico della specie. Tra essi troviamo le coccinelle (Chilocorus bipustulatus L. e Exochomus quadripustulatus L.) che predano uova e neanidi, le larve del lepidottero Coccidiphaga scitula (Rbr.) che preda le uova e altri ancora come antocoridi e crisopidi.

LOTTA
Il trattamento, per risultare efficace, si farà tra luglio e agosto allorquando oltre il 60% delle uova sono schiuse e le giovani neanide di 1^ e 2^ età sono fuoriuscite dallo scudetto della madre intervenendo proprio contro di queste con carbaryl (250 gr/hl) aggiunto di olio bianco (200 cc/hl) con azione adesivante; in caso di forte infestazione ripetere il trattamento dopo 15 giorni.
Nella lotta biologica risulta essere efficace intervenire nel momento della fuoriuscita di almeno il 60% delle giovani neanide (si può notare anche ad occhio nudo una polverina di color arancione-rosacea, intorno allo scudetto di cocciniglia) con un trattamento di solo calce idrata sciogliendo in 100 litri d’acqua 3 Kg di calce la quale agisce come disidratatore contro le giovani neanide che in questo periodo sono prive dello scudetto di protezione. Eliminata la cocciniglia è opportuno trattare con prodotti rameici per combattere la fumaggine.








L’unica terapia che oggi è possibile praticare alle piante ammalate è l’asportazione e la bruciatura delle parti deperite o seccate, disinfettando i tagli più grossi con una miscela di “vinavil+benomil al 1%. La realizzazione di oliveti, in terreni precedentemente utilizzati per colture orticole, deve essere effettuata solo dopo alcuni anni

Prove di lotta alla verticillosi dell’olivo (Verticillum dahliae) con iniezioni alle branche del principio attivo Fosetyl Aluminum
Margaronia

L’adulto è una farfallina di colore bianco madreperlaceo brillante con margine anteriore delle ali nocciola chiaro; l’apertura alare e’ di circa 25 / 30 mm; il maschio si differenzia per un ciuffetto di squame allungate nella parte terminale dell’addome.

depone le uova sui nuovi germogli e le larve si nutrono delle foglioline tenere
può compiere 4-5 generazioni a partire dalla primavera
è dannosa solo sulle piante giovani perché può ostacolarne l’accrescimento
Si possono usare il triclorphon, fenitrothion microincapsulato ecc

Controllare i germogli
controllare periodicamente i germogli in primavera e a fine estate (seconda crescita dell’olivo) per verificare la presenza delle larvette verdi e dei fili sericei che formano intorno alle foglioline.
- L' Otiorrhynchus cribricollis (Gill.) è un coleotterocurculionide molto comune oltre che sull'olivo anchesu vite, pesco, fragola e varie piante forestali eornamentali.



OZIORRINCO
L' Otiorrhynchus cribricollis (Gill.) è un coleotterocurculionide molto comune oltre che sull'olivo anchesu vite, pesco, fragola e varie piante forestali eornamentali

Il controllo si esegue sulle piante più sensibili e cioè quelle giovani al 1°-2° anno di impianto. Andranno usati esteri fosforici trattando però solo le piante perimetrali rivolte verso siepi o boschi da cui partono le infestazioni.
Ai fini della difesa però sono molto utili anche le bande adesive o le colle da fissare alla base dei tronchi. Come lotta biologica, attualmente sono in commercio dei prodotti a base di nematodi ento-moparassiti (Steinernerna spp. e Eterorhabditis spp.) che agiscono contro le larve presenti nel terreno
