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L’OLIO DI OLIVA E LE SUE QUALITÀ
L’OLIO DI OLIVA E LE SUE QUALITÀ
Dott. Agr. Fabio Di Palma
Cell. 340-7805116
Medici e farmacologi hanno evidenziato le positive implicazioni sulla salute dell’olio di oliva.
L’uso frequente dell’olio extra vergine nella dieta è stato associato ad una riduzione di rischio oncologico soprattutto nella prevenzione del tumore della mammella, ad un migliorato metabolismo del colesterolo, ad una minore incidenza nell’insorgenza del diabete.
L'olio di oliva, come tutti gli oli vegetali, è costituito principalmente da trigliceridi, che sono formati da acidi grassi. Questi acidi grassi sono costituiti da una catena di carbonio e idrogeno e da un gruppo carbossilico, che conferisce loro la funzione acidica.
Gli acidi grassi sono classificati in saturi ed insaturi, rispettivamente quando gli atomi di carbonio sono uniti da legami
semplici o doppi. Se nella molecola c’è solo un doppio legame, l'acido grasso è monoinsaturo e se c’è più di un doppio legame esso è polinsaturo. La presenza di un doppio legame conferisce al grasso più fluidità. I grassi animali, come burro o lardo, sono solidi perché contengono acidi grassi saturi.
Gli oli vegetali, quindi sono costituiti principalmente da acidi grassi insaturi. Nell’olio di oliva, il più importante è l’acido oleico, un monoinsaturo. Sono presenti anche moderate quantità di acidi linoleico e linolenico, che sono polinsaturi e essenziali per l'organismo. L’elevato contenuto di acidi grassi monoinsaturi rappresenta l’elemento distintivo dell’olio di oliva rispetto agli altri grassi di origine vegetale. L'olio di oliva ha anche una piccola percentuale di acidi grassi saturi.
Mediamente la composizione acidica di un olio di oliva è la seguente:
Acidi Grassi Grado di insaturazione Contenuto %
ac. Palmitico C 16:0 5,7 -18,6 ac. Palmitoleico C 16:1 0,3 -3,0 ac. Eptadecanoico C 17:0 0,0 -0,2 ac. Eptadecenoico C 17:1 0,0 -0,2 ac. Stearico C 18:0 0,5 -4,0 ac. Oleico C 18:1 59,2 -83,0 ac. Linoleico C 18:2 3,5 -20,0 ac. Linolenico C 18:3 0,1 -0,6 ac. Arachico C 20:0 0,1 -0,4 ac. Eicosenoico C 20:1 0,1 -0,2
Tra gli acidi grassi polinsaturi prevalgono quelli a 18 atomi di carbonio (acido linolenico e acido linoleico), generalmente indicati anche come “acidi grassi essenziali” (AGE) per l’impossibilità di essere sintetizzati dal nostro organismo.
Questi composti sono importanti più che per le proprietà energetiche per la loro
capacità di controllare importanti meccanismi biochimici.
Tocoferoli
Un'altra frazione dell'olio di oliva è formata dai componenti minori. Fra loro i più importanti sono i tocoferoli, con le forme a, ß, ? e d. Il 90% della componente tocoferolica è nella forma a, che è anche quella biologicamente più attiva e nota come vitamina E.
I tocoferoli sono antiossidanti naturali che inibiscono il processo di irrancidimento del prodotto. Per svolgere questa funzione protettiva occorre che il rapporto tra il quantitativo di vitamina E (espresso in mg) e quello degli acidi polinsaturi (espresso in g) non sia inferiore a 0,79 mg/g. Nell’olio di oliva vergine tale rapporto è di circa 3mg/g
Il quantitativo finale di tocoferoli che si può riscontrare nell’olio vergine appena franto è molto variabile.
In primo luogo perché questi composti nel frutto subiscono una costante diminuzione nel corso della maturazione, secondariamente perché le stesse tecniche di lavorazione delle olive hanno capacità diverse di estrazione.
Essi svolgono un ruolo di antiossidanti naturali e di inibitori del processo di irrancidimento dell’olio.
Composti fenolici
I componenti fenolici dell’olio differiscono strutturalmente da quelli contenuti nelle olive ed il loro aspetto quali-quantitativo è fortemente condizionato dalla varietà, dallo stadio di maturazione in cui sono state raccolte le olive e persino dal processo meccanico di estrazione.
Gli oli di oliva vergine ed extra vergine sono gli unici grassi vegetali che contengono naturalmente quantità apprezzabili (50-500 mg/kg) di sostanze polifenoliche.
I polifenoli presenti nell’olio:
TIPI DI OLIO DI OLIVA
Ci sono tipi differenti di oli di oliva, in relazione ai metodi di estrazione impiegati.
ASPETTI FISICO-CHIMICI DELL'OLIO DI OLIVA
Uno dei parametri che definiscono la qualità dell'olio di oliva è il livello di acidità libera. Essa è definita come la quantità di acidi grassi liberi nell'olio, espressa come percentuale di acido oleico.
Come è stato indicato prima, questi valori sono usati per classificare le differenti categorie di olio di oliva: extra vergine, vergine, di oliva, ecc. Per esempio, l'acidità massima permessa nell’olio extra vergine di oliva è 0,8%, se questo valore aumenta l’olio scende di categoria.
Il numero dei perossidi misura lo stato di ossidazione primaria dell'olio, poiché determina il contenuto di idroperossidi nel campione. Gli idroperossidi sono composti
dell’ossidazione primaria, che si formano durante il processo di produzione e conservazione dell’olio come conseguenza dell’attacco dell’ossigeno. Nella seconda fase dell’ossidazione, gli idroperossidi si decompongono nei differenti prodotti finali dell’ossidazione. Il numero dei perossidi, come pure l'acidità, viene usato per definire le categorie dell'olio. Per classificare un olio come olio di oliva vergine, il livello massimo dei perossidi non deve superare 20 milliequivalenti di O2 per kg di olio.
Nella degustazione dell’olio l’aroma, dovuto ai profumi sprigionati dall’olio, riveste un’ importanza fondamentale nel determinare il gradimento.
Con aroma si intende la sensazione provocata dalle sostanze odorose e percepite dal senso dell’olfatto. Il bouquet di aromi di un olio è caratterizzato da un’ intrinseca complessità che non è inferiore a quella di un vino. Il profumo di un olio nasce infatti dall’interazione di diverse decine di composti aromatici, presenti in proporzioni variabili, alcuni olfattivamente più importanti, e tutti normalmente presenti in una quantità infinitesimali.
Più di 180 aromi sono stati identificati nell’olio di oliva. Tra i composti volatili dell’aroma dell’olio di oliva vergine i composti carbonilici a sei e cinque atomi di carbonio, gli alcoli a sei e cinque atomi di carbonio e gli esteri a sei atomi di carbonio costituiscono i composti più importanti dal punto di vista quantitativo e olfattivo. Gli aromi possono fornire informazioni non
solo sulle componenti nobili che conferiscono all’olio l’aroma tipico, quindi sul suo valore organolettico che si traduce nella potenziale accettabilità da parte del consumatore, ma gli aromi possono variare sia come tipo che come quantità in funzione della cultivar, dello stadio fisiologico della drupa e delle condizioni pedoclimatiche e colturali, delle modalità e tempistiche di trasformazione e conservazione. Rappresentando quindi una sorta di marcatori ad alta definizione, gli aromi descrivono l’olio lungo tutta la filiera dal campo alla tavola del consumatore, consentono di verificarne e ottimizzarne la qualità, oltre a identificare anomalie correlabili a fenomeni o processi degradativi. E’ proprio per questa sua proprietà informativa, che il profilo aromatico di un olio rappresenta una sorta di carta d’identità infallibile o impronta digitale che ci consente di riconoscere un olio con elevata precisione. In generale, l’impronta aromatica di un olio viene assegnata dal corredo
genetico varietale che si esprime attraverso un rapporto precostituito e costante dei diversi aromi
FATTORI CHE INFLUISCONO SULLA QUALITÀ DELL’OLIO
LA MATURAZIONE
La maturazione delle olive è un importante elemento per ottenere un olio di oliva di alta qualità. Una raccolta anticipata in generale predispone le piante ad una buona fruttificazione per l’anno seguente. La quantità di olio, rapportata alla sostanza secca, incrementa fino all’inizio della pigmentazione profonda del frutto per poi mantenersi costante.
Durante la raccolta delle olive destinate all’estrazione dell’olio, si deve tener presente che il frutto deve possedere il giusto grado di maturazione. In questo modo, si otterranno migliori rese di estrazione e qualità.
Per ottenere una buona resa di estrazione il contenuto di olio nel frutto deve essere noto. Questo contenuto è differente a seconda della varietà di olive, della latitudine, delle condizioni climatiche, della disponibilità di acqua e dei metodi di coltivazione.
Il peso delle olive aumenta in differenti fasi da ottobre a novembre. Poi inizia a diminuire a causa della perdita di acqua. Dopo questa fase c’è un incremento del contenuto di olio
nei mesi estivi. Durante l’autunno e l’inverno le olive diventano più scure e il contenuto di olio raggiunge il massimo. Per ottenere una buona resa di olio è necessario che le olive siano mature e senza danni.
Il Consiglio Oleicolo Internazionale (COI) dà un semplice suggerimento per stabilire il grado di maturazione delle olive. Si basa sul colore di 100 olive prese a caso da un campione di un chilo. Le olive sono divise nei seguenti gruppi:
Alterazioni nelle olive da tavola e nell’olio di oliva
0 = olive con superficie verde scuro
1 = olive con superficie gialla o verde-giallastra
2 = olive con superficie gialla con macchie rosse
3 = olive con superficie rossa o viola
4 = olive con superficie nera ma con polpa ancora verde
5 = olive con superficie nera e metà della polpa viola
6 = olive con superficie nera e polpa viola fino al nocciolo
7 = olive con superficie nera e polpa completamente scura
L'indice di maturazione (RI) è ottenuto usando questa formula:
Il numero di olive in ogni gruppo (n0, n1, n2…) è moltiplicato per il relativo numero di gruppo, i risultati vengono sommati e divisi per 100 (numero totale di olive). Secondo questa classificazione il momento migliore per raccogliere le olive è quando si raggiunge l'indice di maturazione 5.
In pratica, non è possibile raccogliere le olive nel momento migliore, perché dipende dalla disponibilità di manodopera e dalle condizioni climatiche. In questo caso, la raccolta avviene prima o dopo la maturazione, dando origine ad oli con differenti caratteristiche organolettiche.
LO STATO SANITARIO
Le olive devono essere sane, raccolte sulla pianta e non fra quelle già a terra; devono essere senza tracce di fumaggine (Capnodium spp.), cicloconio o occhio di pavone (Cycloconium oleaginum), né devono avere, né avere ospitato larve
di tignola (Prays oleae) o di mosca (Bactrocera oleae). Anche se una ricerca ha evidenziato che olive affette al 100% da larve di mosca, molite immediatamente dopo la raccolta, davano un olio che, né all’analisi chimica né all’analisi organolettica, mostrava differenza alcuna con l’olio prodotto dalle stesse olive sane al 100%. Al momento sembra che i danni, sia organolettici che chimici, sorgano appena avvengono processi di qualunque tipo, ossidativi o fermentativi, successivi all’infezione stessa.
CONSERVAZIONE DELLE OLIVE. L’optimum, fin dalla raccolta in campo, è la conservazione in cassette basse (20, 30 cm) ampiamente finestrate, di legno o plastica che possono essere stoccate una sopra l’altra possibilmente in locali freschi, ben
areati, al riparo dall’acqua, dal vento, da rischi di gelate e specialmente lontano da odori sgradevoli (stalla, gasolio e simili); accettabile anche la conservazione in graticci, purché con uno spessore che non superi i 10 cm. Occorre evitare la conservazione in sacchi di iuta o, peggio ancora, in sacchi di plastica, come pure la conservazione in cumuli a terra e, per quanto è possibile, limitare infine maneggiamenti e lunghe conservazioni anche se effettuate in condizioni ottimali. Le olive distaccate dalla pianta tecnicamente continuano la loro “vita”, ovvero continuano le funzioni respiratorie; l’incremento di temperatura delle olive in cumulo o nei sacchi è dato da questa attività. Sembra accertato che finché dura l’attività respiratoria non si pregiudichi la qualità dell’olio; tale attività, in relazione alle condizioni ambientali, sembra naturalmente decadere, nelle migliori condizioni, entro due, tre giorni, pertanto questo si deve ritenere come il tempo
massimo per la conservazione delle olive prima della lavorazione.
Inoltre, si deve evitare di accatastare molte cassette, in modo che le olive non si comprimano.
Nell'oleificio si deve usare un adeguato contenitore prima dell'estrazione dell'olio. La cosa migliore è trasformare le olive nel momento in cui arrivano, ma ciò non è sempre possibile. Di conseguenza, durante questo tempo devono essere correttamente conservate in un ambiente freddo, in strati di 20-30 centimetri e ben arieggiate. In questo modo, i processi di alterazione sono più lenti e ci sono soltanto piccoli cambiamenti nelle caratteristiche organolettiche dell'olio ottenuto.
Influenza dello stoccaggio
Una volta che l'olio è stato ottenuto, deve essere immagazzinato in grandi serbatoi sotterranei o in serbatoi metallici. I primi sono fatti di cemento e hanno le pareti vetrificate. I serbatoi metallici sono fatti di acciaio inossidabile e sono disposti all'interno di un magazzino. Questo deposito deve essere lontano da ogni fonte di odore, piacevole o no. Le tre principali cause di deterioramento nell'olio che devono essere evitate sono: contatto con materiali inadeguati, impurità dell'acqua e ossidazione.
Il deterioramento dell'olio durante l’immagazzinaggio o il confezionamento è dovuto a contaminazioni delle superfici
metalliche a contatto con l'olio. L'uso di confezioni o di serbatoi fatti di materiali inerti (vetro o acciaio inossidabile) elimina ogni possibilità di contaminazione.
L'acqua di vegetazione produce uno strato di sedimenti nella parte inferiore del serbatoio in cui l'olio è immagazzinato. Questo sedimento contiene zucchero, proteine ed enzimi e può fermentare in determinate condizioni termiche. Il risultato è la produzione di sostanze che danno all'olio un caratteristico difetto (morchia o rancido). Per evitarlo, l'olio deve essere separato appena possibile dal sedimento.
Il processo ossidativo nell’olio di oliva vergine può essere ritardato, ma non evitato. Durante lo stoccaggio, il processo di ossidazione continua a causa dell'ossigeno presente nello spazio di testa del contenitore. L'alterazione aumenta con l’esposizione alla luce, il contatto con l'aria, le alte temperature e la presenza di metalli (ferro e rame soprattutto). L'ossidazione può
essere evitata riempiendo il serbatoio fino all’orlo, sigillandolo ermeticamente e ponendo l'olio al buio.
Alterazioni nell’olio di oliva
CONSULENZA IN AGRICOLTURA: Consulenza agricola